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Vigor: le motivazioni della sentenza CAF

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Di seguito le motivazioni pubblicate in serata:

“Gara VIGOR LAMEZIA – PAGANESE del 12 aprile 2015 – S.S. 2014/2015 – Campionato di Lega Pro Girone C.

“Il ricorso della Procura Federale e quello dell’A.C.R. Messina, con riferimento alla gara in questione, sono fondati e meritano in parte qua accoglimento. Ad avviso di questa Corte dagli atti del procedimento, ed in particolare da quelli sopra richiamati dalla Procura Federale e dal Messina, emergono, infatti, significativi e plurimi elementi che provano l’interessamento ed il coinvolgimento del Presidente Arpaia e del DS Maglia nell’attività illecita posta in essere dal Bellini per la realizzazione della combine della gara tra il Vigor Lamezia e la Paganese. Ricordato che l’illecito sportivo, come previsto e sanzionato dall’art. 7 del C.G.S., è fattispecie a consumazione anticipata il cui perfezionamento consegue al compimento di un atto diretto a raggiungere il fine di alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero di assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, indipendentemente dunque dalla realizzazione del fine stesso che costituisce evento aggravante della condotta illecita (ex art. 7, comma 6, C.G.S.), le intercettazioni e le ulteriori risultanze investigative acquisite agli atti del procedimento, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di prime cure, attestano univocamente la circostanza che il Presidente Arpaia ed il DS Maglia abbiano dapprima aderito al piano fraudolento del Bellini e poi rinunciato alla sua compiuta definizione e realizzazione.

Depongono in tal senso, in primo luogo, la circostanza di fatto dell’arrivo a Lamezia dei fratelli maltesi Farrugia, la cui presenza agli incontri del Bellini con il Maglia, prima, e con l’Arpaia, poi, trova logica ragione d’essere non solo nell’attività sino ad allora posta in essere dal Bellini, quanto anche nel positivo riscontro in termini di disponibilità da parte dei dirigenti lametini alla combine della gara in questione che, ad esito dei frequenti rapporti pacificamente intrattenuti dal Bellini con l’Arpaia ed il Maglia, il primo aveva avuto già modo di rilevare dai secondi. D’altro canto, sempre in punto di fatto, nessuna diversa plausibile ragione della presenza dei due maltesi a Lamezia in occasione dei due incontri dell’8 aprile 2015 viene addotta dalla difesa dell’Arpaia, del Maglia e del Vigor Lamezia.

In secondo luogo, militano a favore del superamento, nel caso di specie, dello stadio della mera proposta illecita e, quindi, della qualificazione dei rapporti intercorsi tra il Bellini ed i massimi dirigenti del Vigor Lamezia in termini di tentativo di alterare illecitamente l’esito della gara Vigor Lamezia – Paganese i contenuti delle conversazioni intercorse tra il Bellini, la cui responsabilità a tale titolo è già stata ravvisata dalla decisione impugnata, e il Presidente Arpaia ed il DS Maglia, nei termini, disciplinarmente rilevanti, svelati dalle captazioni telefoniche acquisite agli atti del procedimento ed anche in questa sede di gravame richiamate dalla Procura Federale e dal Messina.

Ed invero, come da allegato 47 dell’informativa di reato Prot. 280/2015/Mob/SCO _A/RM, all’esito dell’incontro dell’8 aprile 2015 alle ore 16.40 circa presso lo stadio comunale “G. D’Ippolito” di Lamezia Terme tra il DS Maglia ed il Bellini, a bordo della cui autovettura attendevano i due fratelli Farrugia, quest’ultimo chiamava alle ore 17.35 il Presidente Arpaia – il quale esordiva nella conversazione telefonica con un significativo “allora?” chiaramente riferito all’esito dell’incontro appena intercorso con il Maglia del quale l’Arpaia era pacificamente a conoscenza (come da conversazione telefonica allegato 46 informativa cit.) – comunicandogli il suo arrivo dal momento “che il direttore è in calcio d’angolo … è in confusione …”. Il Presidente Arpaia non si sottrae all’incontro col Bellini, da tenersi a casa (“vieni là con calma …”) dell’Arpaia stesso o presso un bar posto nelle immediate vicinanze.

Come attesta il contenuto della conversazione tra il Maglia ed il Bellini delle ore 20.30 dello stesso giorno (allegato 48 informativa cit.), l’incontro in questione risulta poi essersi effettivamente tenuto (afferma Bellini: “dove vado … che l’ho chiamato e mi ha detto che non era la sede … che veniva a casa … ed è venuto dopo un’ora pure quello ”; in senso confermativo lo stesso Maglia: “… io oggi ti ho spiegato … tu ti sei visto con lui …? Penso che ti ha spiegato le stesse cose mie lui ”) con esito anche esso negativo ai fini del concordamento definitivo della combine, per la stessa ragione della presenza di terzi estranei e cioè dei fratelli Farrugia (afferma Maglia: “…se poi ti sto dicendo che ci sono stati un sacco di problemi e di altre cose … ti ho spiegato … poi è normale che quello ti dice il giocatore non lo voglio più … non mi interessa più … tu porti i procuratori … tu sei tutto scemo … come se tu il giocatore lo hai già preso … se io ti ho detto vedi che non è in questa maniera … siamo rimasti che venivi da solo ”).

Ulteriore conferma dell’incontro tra l’Arpaia ed il Bellini presso l’abitazione del primo si trae dalla annotazione di indagine in data 8 aprile 2015 della P.G. – Squadra Mobile Sezione Criminalità Organizzata “A” della Questura di Catanzaro (allegato 45 informativa cit.), che così si conclude: “Si da altresì atto che i suddetti [Bellini Felice, La Ferla Sebastiano, Farrugia Adrian e Farrugia Robert], dopo il controllo di polizia, si sono recati in via dei Latini nr. 6, presso l’abitazione di ARPAIA Claudio, Presidente della Vigor Lamezia.

A giudizio di questa Corte, si ricavano dalle risultanze istruttorie che precedono elementi probatori sufficientemente chiari ed univoci in ordine all’esistenza di pregresse intese (Maglia: “… siamo rimasti che venivi da solo …”) tra il Bellini ed il Maglia per le quali il primo avrebbe dovuto incontrare l’8 aprile 2015 il secondo da solo per definire compiutamente la combine, intese delle quali il Presidente Arpaia risulta essere stato a conoscenza ed alle quali ha personalmente partecipato, ponendovi fine solo con l’incontro conclusivo avuto col Bellini, che all’Arpaia si è significativamente rivolto, con ciò riconoscendone il ruolo decisivo ai fini disciplinari che qui interessano, dopo che l’incontro allo stadio comunale con il DS Maglia aveva avuto quale sorprendente esito il brusco arresto degli accordi in corso di definizione a causa dell’imprevista e non gradita presenza di terzi soggetti.

È appena il caso di osservare come, rispetto a tali emergenze istruttorie, le difese dei deferiti offrano una lettura dei fatti oggetto di contestazione ad avviso del Collegio affatto verosimile. E così l’affermazione per la quale oggetto dei rapporti e dei contatti qui rilevanti tra il Bellini, da una parte, e il Presidente Arpaia ed il DS Maglia, dall’altra parte, fosse in realtà la stipula del contratto di marketing, che appare obiettivamente in nessun modo compatibile con la frequenza dei contatti intercorsi, con l’urgenza addotta dal Bellini per la relativa sottoscrizione (da effettuarsi addirittura al bar in occasione dell’incontro con l’Arpaia dell’8 aprile 2015), con il reiterato interessamento diretto e personale del Presidente della società, con la presenza dei fratelli Farrugia, con il riferito stato “confusionale” nel quale sarebbe caduto il DS Maglia, con la violenza del risentimento espresso dal Bellini nei confronti dei dirigenti lametini nelle telefonate intercorse in data 9 aprile 2015 con la moglie (allegato 50 informativa cit.) e con il sig. Sebastiano La Ferla (allegato 51 informativa cit.) in cui apostrofa l’Arpaia ed il Maglia con gli epiteti rispettivamente di “pisciaturi” e di “infami” che si addicono assai poco al comportamento di chi rinvia la stipula di un contratto e molto a quello di chi tradisce la parole data, laddove addirittura non contraddetta dalla stessa data di decorrenza (1° luglio 2015) dell’efficacia del contratto (denominato “Contratto di Partnership” e privo di data di stipula) sottoscritto tra il Vigor Lamezia e tale azienda Bieffe e prodotto agli atti del procedimento a supporto di quanto affermato dai deferiti.

Anche la semplice negazione da parte del Presidente Arpaia in sede di audizione presso la Procura Federale della circostanza dell’incontro avuto con il Bellini il pomeriggio inoltrato dell’8 aprile 2015 si scontra con le risultanze, che attestano come realizzato tale evento, della Annotazione di Indagine in data 8 aprile 2015 della P.G. – Squadra Mobile Sezione Criminalità Organizzata “A” della Questura di Catanzaro (allegato 45 informativa cit.), della fidefacienza delle quali il Collegio non ha motivo di dubitare.

Né, come vorrebbe la Vigor Lamezia, si è trattato di una involontaria quanto seria imprecisione nella verbalizzazione della P.G. che avrebbe erroneamente confuso, quale destinazione del gruppo Bellini-Farrugia, la abitazione del DS Bellini (reale meta del gruppo) con quella limitrofa del Presidente Arpaia (che mai sarebbe stata effettivamente raggiunta), dal momento che il contenuto della telefonata dell’8 aprile 2015 ore 20.30 tra il Maglia ed il Bellini (allegato 48 informativa cit.), invocata a supporto della tesi dell’erroneità dal Vigor Lamezia e nella quale il Maglia si scaglia contro il Bellini per il fatto che quest’ultimo, in sua assenza ed a sua insaputa, si sarebbe recato presso la sua dimora alla presenza della moglie, è stato poi dal Maglia precisato nel corso dell’audizione del 30 giugno 2015 presso la Procura Federale, con la puntualizzazione della circostanza per la quale detta visita casalinga del Bellini era avvenuta prima e non dopo l’incontro avuto dallo stesso Bellini con il Maglia allo stadio comunale.

Le conclusioni del Giudice di primo grado (“non vi è prova che prima del rifiuto opposto all’illecita proposta del Bellini abbiano in un primo momento aderito al piano fraudolento e commesso atti diretti a realizzarlo”), non possono in definitiva essere condivise, in adesione alle argomentazioni della Procura Federale, atteso che la serie di incontri e contatti telefonici intervenuti dai soggetti summenzionati dimostra un livello di coinvolgimento tale nella costruenda combine che non può far ridurre la posizione, in particolare dell’Arpaia e del Maglia, a quella di occasionali spettatori dell’impalcatura fraudolenta in costruzione, non debitamente denunziata ai competenti Organi federali e solo per questo profilo dunque sanzionabile secondo il TFN. Senza contare la difficoltà di configurare una mera omessa denunzia per soggetti che rivestono un ruolo cardine di vertice nella società coinvolta negli incontri oggetto di attenzione.

5.4. Alla luce di tutto quanto precede, anche in conformità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte secondo il quale la prova di un fatto relativo ad un illecito sportivo può anche essere – e talvolta non può che essere – logica piuttosto che circostanziale (Com. Uff. n. 47/CGF del 22 settembre 2011) e in applicazione del principio generale, condiviso dalla giurisprudenza del TNAS del CONI, per il quale in materia di illecito disciplinare sportivo il grado di prova richiesto per poter ritenere sussistente una violazione deve essere superiore alla semplice valutazione della probabilità ma inferiore all’esclusione di ogni ragionevole dubbio e può ritenersi raggiunto sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti (Com. Uff. n. 115/CGF del 28 novembre 2013), la Corte ritiene conclusivamente di accogliere in parte qua il ricorso della Procura Federale e quello dell’A.C.R. Messina s.r.l. e di ascrivere al Presidente Arpaia ed al DS Maglia le responsabilità loro contestate ex art. 7, commi 1 e 2, del C.G.S. in relazione alla gara Vigor Lamezia – Paganese del 12 aprile 2015, nonché, conseguentemente, alla Vigor Lamezia s.r.l. la responsabilità diretta ex art. 7, comma 2, e art. 4, comma 1, del C.G.S., e la responsabilità oggettiva ex art. 7, comma 2, e art. 4, comma 2, del C.G.S”.

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Per questi motivi la C.F.A., in parziale accoglimento del ricorso come sopra proposto dal Procuratore Federale dispone: nei confronti del sig. ARPAIA Claudio la sanzione della inibizione per anni 5 e mesi 6 e l’ammenda per 80.000 euro, ai sensi dell’art. 7, commi 1, 2 e 7, C.G.S.; nei confronti del sig. MAGLIA Fabrizio la sanzione dell’inibizione di anni 4 e mesi 6 e ammenda di 80.000 euro , ai sensi dell’art. 7, commi 1, 2, e 7 C.G.S.; nei confronti della società Vigor Lamezia S.r.l. a titolo di responsabilità diretta e oggettiva per le violazioni ascritte al proprio presidente munito di poteri di legale rappresentanza Sig. ARPAIA e del proprio direttore sportivo Sig. MAGLIA dispone la retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato per la Stagione Sportiva 2014/2015 con l’assegnazione al campionato di competenza per la Stagione Sportiva 2015/2016 e l’ammenda di 30.000 euro.

Respinge l’appello della Procura Federale in relazione alle posizioni del sig. CASAPULLA e della società Barletta Calcio; respinge i ricorsi come sopra proposti dalla società Vigor Lamezia S.r.l. di Lamezia Terme (Catanzaro), del sig. Fabio Di Lauro, per l’effetto infliggendo al medesimo in relazione all’omessa denunzia contestata per la partita Vigor Lamezia-Paganese, sulla base delle richieste della Procura Federale, la sanzione dell’ulteriore squalifica di mesi 2 e l’ammenda di € 10.000, del sig. Claudio Arpaia, del sig. Felice Bellini e del sig. Fabrizio Maglia e dispone incamerarsi le tasse reclamo; accoglie parzialmente il ricorso come sopra proposto dal signor Ninni Corda riducendo la sanzione alla squalifica di anni 1 con l’ammenda di 30.000 euro. Dispone restituirsi la tassa reclamo; accoglie parzialmente il ricorso come sopra proposto dalla società A.C.R. Messina S.r.l. di Messina relativamente alla posizione della società Vigor Lamezia. Dispone restituirsi la tassa reclamo”.

About Gianni Scardamaglia

Presidente dell’Associazione Culturale e Sportiva Cittasport.it ed Editore dell’omonima testata giornalistica sportiva online, il Sig. Gianni Scardamaglia è maestro di scuola elementare e allenatore titolare di patentino Uefa A di 2°II.

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