Calcio

Reggina sconfitta allo scadere a Matera

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MATERA-REGGINA 1-0, IL TABELLINO

MATERA (3-4-3): Baiocco, D’Aiello, De Franco, Mucciante, Bernardi Coletti, Iannini, Gotti (21′ st Di Noia), Madonia (41′ st Gallozzi), Letizia, Guerra (21′ st Albadoro). A disposizione: Bifulco, Faisca, Cuffa, Pagliarini. Allenatore: Gaetano Auteri (squalificato, in panchina Lorenzo Cassia).

REGGINA (4-3-3): Kovasick, Ungaro, Di Lorenzo, Camilleri, Karagounis (42′ st Condemi), Armellino, Rizzo, Dall’Oglio, Insigne (31′ st Gjuci), Masini (15′ st Maita), Louzada. A disposizione: Leone, Ammirati, Mazzone, Maimone. Allenatore: Francesco Cozza.

ARBITRO: Andrea Tardino (Milano).

PRIMO ASSISTENTE: Gianluigi Di Stefano (Brindisi).

SECONDO ASSISTENTE: Lucia Abruzzese (Foggia).

MARCATORI: 36′ st Albadoro.

OCCASIONI: 6-2. AMMONITI: De Franco (M), Louzada (R), Ungaro (R), Coletti (M), Maita (R), Bernardi (M), Letizia (M). ESPULSI: ANGOLI: 5-6. RECUPERO: 0′ pt; 3′ st.

di Pasquale De Marte – La Reggina non riesce a tornare con un risultato positivo da Matera e, rispetto al solito, la consolazione (si fa per dire)  è che il risultato premia chi, almeno ai punti, ha meritato la vittoria per la quantità di occasioni da rete create.

Gli amaranto giocano bene soprattutto il primo tempo, ma nella ripresa combinano ben poco e prima di capitolare subiscono qualche palla gol di troppo.

Lo svantaggio subito nel finale vanifica la discreta prova della prima ora di gioco, ma serve a certificare come la squadra per ambire al salto di qualità debba acquisire maggiore malizia e, soprattutto, riuscire ad essere più concreta.

La solidità e il pragmatismo del Matera, in tal senso, possono essere un esempio.

Non sarà un percorso facile ricordando come la squadra abbia chiuso la squadra con un sedicenne al centro dell’attacco, reparto che senza Insigne in giornata di grazia fatica maledettamente.

In avvio nessun artificio tattico per Ciccio Cozza che non cambia nulla rispetto al trionfo nel derby con il Cosenza.

Poco male per una Reggina che sin dai primi minuti prova a mettere in campo i validi strumenti che la contraddistinguono: manovra palla a terra, scambi rapidi e velocità dei propri singoli.

Il Matera è una squadra di categoria, in grado di tenere botta, ma almeno sotto il profilo della gestione del gioco la prima parte del match è assolutamente di marca amaranto.

La prima vera occasione da rete, però, è per i padroni di casa  che si presentano davanti alla porta con Guerra, ma l’attaccante al momento di concludere viene contratto da una grande chiusura di Karagounis, bravo probabilmente a rimediare a una sua iniziale negligenza.

La Reggina tiene il pallino del gioco, ma fatica a trovare lo spunto per rendersi pericolosa.  Nel Matera ci sono, invece, attaccanti smaliziati che, quasi dal nulla, riescono a puntare la porta. E’ il caso di Madonia che sfodera un pericoloso tentativo dai venti metri, su cui Kovacsik è chiamato agli straordinari con una deviazione volante.

Il passare dei minuti fa perdere fluidità alla squadra di Cozza, che benedice la fortuna quando Guerra, su suggerimento dello stesso Madonia, coglie di testa la traversa.

L’episodio sembra scuotere gli amaranto che sfiorano il vantaggio con un esterno destro di Armellino  dal limite, su cui serve il miglior Baiocco per togliere palla dall’incrocio.

E’, invece, incredibile l’occasione mancata dal centravanti materano Letizia che, dopo aver stoppato la palla a sette-otto metri dalla porta e col solo portiere da superare, apre troppo il destro e tira fuori una conclusione grottesca.

La squadra amaranto  si rammarica, invece, per un contropiede pericolosissimo non sfruttato al massimo da Insigne e per il mancato impatto di Di Lorenzo, in proiezione offensiva, con un’apparentemente agevole conclusione sotto misura.

Sul piano dei capovolgimenti di fronte la ripresa appare meno emozionante.

Cozza prova a cambiare le carte in tavolo e nella mezz’ora finale passa dal 4-3-3 al 5-3.2, quando un volenteroso ma poco efficace Masini lascia il posto a Maita, con Rizzo chiamato a scalare in mezzo ai due centrali difensivi.

La scelta del doppio regista non sposta gli equilibri del match, anzi.  La voglia dei padroni di casa di conquistare i tre punti si concretizza in una pressione determinata prevalentemente da qualche mischia su calcio piazzato, ma la portata offensiva degli ospiti si azzera.

A poco più di un quarto d’ora dalla fine, però, a grande protagonista della sfida si erge Adam Kovacsik. Il portiere ungherese compie un grande intervento chiudendo lo specchio a Iannini, presentatosi solo davanti a lui dopo una veronica in area.

Cozza, con Insigne dolorante alla spalla, lancia nella mischia il centravanti albanese classe ’98 Gjuci.

All’82′ il Matera trova il gol da tre punti: Camilleri è forse un pò morbido nella chiusura su un filtrante di Letizia per Albadoro, l’attaccante vince il rimpallo e davanti al portiere ungherese non sbaglia.

I tre punti se li prende la squadra di Auteri.

Fonte: Strill.it

About Gennaro Rubino

Gennaro Rubino nasce a Lamezia Terme il 15.04.1976. Si laurea presso l’Università degli Studi di Catanzaro il 21/07/2004, con tesi di laurea in Diritto Sportivo. Dal 2008 esercita la professione di avvocato. Dal 2007, inoltre, è Agente Fifa. Ha collaborato con diversi portali sportivi (Basketnet.it, Tuttobasket.net) e dal 2003 scrive su Cittasport.it di cui è l’ideatore, cofondatore e responsabile web.

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