Calcio

Reggina Calcio allo sbando..il Foggia passeggia al “Granillo”

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Continua il disastro della Reggina in un Granillo deserto, con meno di 2.000 spettatori presenti sugli spalti: oggi pomeriggio contro un Foggia lanciatissimo verso la zona playoff, allo stadio non sono andati neanche tutti gli abbonati. Primo tempo inguardabile per la Reggina di Alberti, alla prima panchina. Ieri in conferenza stampa aveva detto che la squadra avrebbe fatto “una grande prestazione”, invece l’unico a fare una grande prestazione è stato il portiere Kovacsik che almeno in 3 occasioni ha salvato la porta della Reggina dai soliti, clamorosi e dilettantistici errori dei difensori. Il Foggia è passato in vantaggio all’11° minuto con il gol dell’ex Vincenzino Sarno, servito da un tocco goffo di Karagounis.
L’ex Reggina non ha esultato, quasi chiedendo scusa al pubblico, e a fine partita in sala stampa ha detto di “aver lasciato il cuore a Reggio” e di avere “tanti amici in questa città, con la speranza che dalla prossima partita la Reggina le vinca tutte e si tolga da questa brutta situazione”. Parole d’amore per uno come Sarno che potrebbe anche avere tanti buoni motivi di essere con il dente avvelenato, invece con molta umiltà riconosce che “alla Reggina è andata male un po’ per colpa mia, che in campo avrei dovuto fare di più, e un po’ per colpa di altri. Comunque a Reggio ho lasciato il cuore”. Parole che evidenziano le straordinarie doti umane di un ragazzo in riva allo Stretto fin troppo bistrattato.
Nel primo tempo il Foggia potrebbe dilagare. La Reggina rimane chiusa nella propria metà campo per quasi tutta la frazione di gioco. Di Lorenzo a destra viene bucato in continuazione, Dall’Oglioa centrocampo è addirittura fastidioso. Dopo due minuti di recupero arriva il triplice fischio dell’arbitro e il punteggio (0-1 per il Foggia) sta stretto agli ospiti.
Nella ripresa torna in campo un’altra Reggina, nonostante Alberti decida di non effettuare sostituzioni. Louzada e Insigne si rendono pericolosi, Di Lorenzo e Dall’Oglio ci mettono il cuore, la squadra diventa finalmente competitiva e sfiora il pareggio prima con un tiro da fuori diSarno, poi con Masini che servito da un ottimoLouzada solo davanti al portiere nell’area piccola, liscia clamorosamente il pallone come non accade neanche all’oratorio. La regola del calcio si ripete: gol sbagliato, gol subito: i pugliesi raddoppiano al 60° con un tiro da fuori diD’Allocco, sporcato da un difensore. Reggina sfortunata, punita nel suo momento migliore, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso: il gol clamorosamente divorato da Masini, l’ennesimo di questa stagione, non è un episodio sfortunato ma l’evidenza dell’inadeguatezza di un giocatore fortemente voluto da Cozza in estate e acquistato dalla società, ma mai dimostratosi in grado di giocare non in Lega Pro, ma in generale al gioco del calcio anche in terza categoria, evidentemente una brutta copia di quello stesso Masini che un paio di anni fa con Cozzarealizzava 21 reti in Seconda Divisione di Lega Pro con la maglia del Catanzaro. Un gol, quello di oggi, che avrebbe potuto cambiare le sorti del match fino a consentire agli amaranto di ribaltarlo. Un gol che con la maglia della Reggina a Masini manca da inizio stagioni, eppure di occasioni (tutte fallite) anche clamorose, come quella di oggi solo a porta spalancata a pochi metri da sè, ne ha avute tantissime e se solo ne avesse finalizzate il 20%, la Reggina sarebbe a metà classifica. Difficile attribuire a un singolo le colpe di una stagione così disastrata, ma certamente – visto il perseverare di errori così madornali – le responsabilità vanno divise anche con i vari allenatori che continuano a schierarlo titolare senza individuare nuovi uomini o assetti tattici che consentano alla squadra di farne a meno.
La Reggina ci mette di nuovo il cuore anche dopo lo 0-2, seppur in modo più timido continua a reagire con l’obiettivo di riaprire la partita, ma non ci riesce. Buono l’impatto in campo di Alessio Viola che sostituisce Masini e si rende sicuramente più pericoloso del suo compagno di squadra, che ha avuto l’ennesima chance ma l’ha fallita per l’ennesima volta. Il primo acquisto fondamentale nel mercato di gennaio è una prima punta di razza che riesca a finalizzare il gioco della squadra. Gioco che, nel secondo tempo, oggi c’è stato per la prima volta dopo tantissime partite apatiche, per giunta con la squadra orfana del suo miglior giocatore, Rizzo, per squalifica, e contro la formazione più in forma del torneo, reduce da 13 risultati utili consecutivi, battuta una sola volta in questo campionato e lanciatissima verso i piani alti della classifica. Ed è da questo secondo tempo che bisogna ripartire, come ha ribadito Alberti nel post partita.

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About Gennaro Rubino

Gennaro Rubino nasce a Lamezia Terme il 15.04.1976. Si laurea presso l’Università degli Studi di Catanzaro il 21/07/2004, con tesi di laurea in Diritto Sportivo. Dal 2008 esercita la professione di avvocato. Dal 2007, inoltre, è Agente Fifa. Ha collaborato con diversi portali sportivi (Basketnet.it, Tuttobasket.net) e dal 2003 scrive su Cittasport.it di cui è l’ideatore, cofondatore e responsabile web.

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