Calcio

Vigor Lamezia…Quel “pane e mortadella!!”

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Ancora una brutta sconfitta   per la  Vigor  Lamezia che perde la terza gara consecutiva e, per la prima volta nella stagione,  mette in apprensione tifosi, dirigenti e addetti ai lavori.

La squadra di mister Erra, che aveva cominciato benino la partita sfiorando la rete due volte  nei primi cinque minuti, nella restante parte della gara ha fornito una prova opaca, deludente e alquanto rinunciataria.

Casertana e Vigor erano scese in campo con lo stesso schieramento tattico. La Vigor sostituiva il giovane Battaglia con l’esperto Giampà e sceglieva di lasciare in panchina Kostadinovic e mettere Rapisarda al suo posto con Spirito basso a destra.  Approccio alla grande per i biancoverdi: prima  Montella si faceva ribattere sulla linea da Mattera un tiro scoccato senza coordinazione, poi Scarsella colpiva il palo esterno dal limite destro dell’area piccola. Da qui in poi….un pianto.

Prima era l’esperto Bianco, con trascorsi in B e C1, che toglieva dal cilindro un tiro splendido che andava a infilarsi nel sette. Poi un tiro senza eccessive pretese di Mancino sorprendeva Rosti e si infilava sul palo più lontano. Sullo 0-2 la gara è praticamente terminata, almeno per la Vigor Lamezia.

Da qui diventava evidente la differenza di organico tra le due squadre. La personalità e la tecnica di CrucianiMancosu, la spinta di Marano e degli esterni Bianco e Idda, mettevano in grossa difficoltà i lametini che, come al solito, mostravano evidenti limiti in mezzo al campo e  sulle fasce. I centrocampisti avversari tenevano palla e facevano girare a vuoto i dirimpettai  che, dopo il due  a zero apparivano già rassegnati alla sconfitta.

Nella ripresa, come è solito fare anche con Battaglia, Erra lasciava negli spogliatoi il mediano centrale Giampà e inseriva la punta Catalano schierando i quattro attaccanti. La mossa, però era vanificata dalla terza rete ospite che arrivava per merito di Cunzi il quale si inventava un’altra parabola fantastica come quella di Bianco nel primo tempo ed insaccava la rete del 3 a 0. Da lì, naturalmente, la gara dei lametini si è complicata ancora di più. Il bravo Campilongo mandava in campo Carrus (che lusso tenerlo in panca e non risentirne!) e questi, dall’alto della sua tecnica, contribuiva a nascondere la palla agli avversari. Possesso palla e ripartenze pericolose con Cunzi e Bianco a fare paura sulle fasce e per la Casertana era andare come sul velluto. La Vigor sembrava rassegnata e, ogni tanto, ci provava con Del Sante, ma senza grande convinzione. Anche gli ingressi di Voltasio ed Held, sul 3 a 0, naturalmente non servivano a dare vivacità al gioco dei ragazzi in maglia biancoverde.

Una mazzata che magari poteva essere attesa, che dimostra che il calo in casa bianco verde è fisiologico ed anche naturale. I risultati che la squadra di Erra aveva conseguito fino alle prime dodici giornate (ben 21 punti!) erano andati al di là di ogni logica previsione  e delle effettive capacità  tecniche dell’organico. Le vittorie contro Catanzaro e Matera, in particolare, avevano portato eccessivo entusiasmo all’interno dello spogliatoio ed anche fuori. In virtù di tali risultati erano state esaltate dai dirigenti,  dagli opinionisti  e dai tifosi le capacità del mister, dei difensori, dei centrocampisti e  degli  attaccanti. Evidente che era ancora troppo presto per dare giudizi sui meriti degli uni e degli altri.

Le ultime cinque gare (1 solo punto con la Lupa, undici reti subite e due sole segnate sempre con i romani), invece, dimostrano che la forza della squadra era quella che le si accreditava alla vigilia del torneo. Problemi in difesa che, con gli infortuni di Di Bella e Filosa ha perso in centimetri ed esperienza; problemi a centrocampo, dove forse non esiste un vero regista o un play maker all’altezza (vedi la rotazione tra Giampà e Battaglia); problemi in attacco dove non si riesce più a segnare con regolarità; problemi anche in panchina, dove gli elementi di spessore si riducono a due/tre. Evidente che la vera Vigor non era quella dei primi tre mesi e non è nemmeno quella delle ultime gare. Bisognerebbe, però, fare una seria analisi delle cose che non vanno, altrimenti ci si potrebbe avviare verso una crisi senza fine, specie se si considerano le avversarie da affrontare prima di Natale.

Quello che bisognerebbe capire è da cosa è determinata la flessione delle ultime gare. Del resto,  i  giocatori  sono sempre gli stessi (a parte i due centrali difensivi  infortunati), l’allenatore è lo stesso di prima, i dirigenti sono quelli, le possibilità economiche identiche. Non è cambiato nulla, solo i risultati. Forse è una flessione atletica? Una perdita di stimoli causata dalla felice posizione di classifica? Solo un appannamento di forma? Perché, dunque, non si vince più?

Il perché, forse,  lo aveva anticipato tante volte  l’allenatore, ma nessuno lo aveva preso sul serio. Il “pane e mortadella” che aveva usato incautamente e magari attirandosi le ire di qualcuno, voleva solo indicare le reali potenzialità dell’organico lametino e quali potevano essere gli obiettivi massimi finali. I risultati deludenti di quest’ultima Vigor  sembrano dargli ragione ma, è evidente, non bisogna certo drammatizzare o fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Le gare delle prossime due domeniche contro Juve Stabia e Lecce sono sicuramente difficili,  ma in nessuna partita e contro nessun avversario si è mai perso  prima di giocare. Martina….docet. Speriamo! Intanto, in bocca al lupo!!

About Gianni Scardamaglia

Presidente dell'Associazione Culturale e Sportiva Cittasport.it ed Editore dell'omonima testata giornalistica sportiva online, il Sig. Gianni Scardamaglia è maestro di scuola elementare e allenatore titolare di patentino Uefa A di 2°II.

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