Calcio

La Juve vola, si rialza la Roma

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La 29° giornata conferma i verdetti della precedente. Per la Champions è derby Roma-Lazio. Il Napoli cade ancora e si allontana dal terzo posto. In coda è lotta a 3 per la salvezza

Il big match della giornata si gioca all’Olimpico tra Roma e Napoli, due squadre che non stanno vivendo un periodo esaltante. La Roma ha da tempo detto addio ai sogni scudetto e si trova piuttosto a dover respingere gli assalti di Lazio eFiorentina che continuano a inanellare vittorie. L’Inter è in crisi nera. Il Palermoperde in casa contro un brutto Milan.

Apre la giornata lo spareggio Champions Roma – Napoli (1-0). I giallorossi ritrovano una vittoria in casa che mancava da 4 mesi e cancellano le speranze del Napoli di combattere per il secondo posto. La partita è decisa da episodi e, nonostante un dominio territoriale del Napoli evidente, è la Roma a fare bottino pieno. Il Napoli crea e la Roma segna. Al 24’, infatti, Pjanic trasforma in rete un invitante passaggio arretrato di Florenzi e porta i giallorossi in vantaggio. Da questo momento in poi sarà un monologo napoletano, e solo un De Sanctis in giornata di grazia salverà la Roma. Il Napoli gioca un grande secondo tempo e assedia una Roma che non riesce neanche a ripartire. Ci provano più volte Martens e Gabbiadini, i più ispirati, ma De Sanctis dice sempre di no. Il fortino romanista regge e l’ultimo sussulto lo regala Iturbe che, dopo aver saltato Andujar, spedisce a lato. Finisce 1-0e il Napoli saluta il secondo posto.

La Lazio non si ferma più e anche a Cagliari fa bottino pieno (1-3). Si tratta dellasettima vittoria consecutiva per gli uomini di Pioli, ormai stabilmente in lotta per la seconda piazza che vorrebbe dire accesso diretto alla Champions. Il primo tempo vede due squadre frizzanti che non risparmiano energie. La Lazio va più volte vicina al vantaggio, ma anche la squadra di Zeman si fa vedere in avanti con una certa continuità. Al 30’ arriva il guizzo giusto. Discesa del solito incontenibile Felipe Anderson, palla in mezzo per Mauri che appoggia a Klose per il più facile dei goal. Il Cagliari è frastornato, ma rientra in campo nel secondo tempo con nuova verve. E infatti il pareggio arriva subito con Sau, complice una sfortunata deviazione di Mauricio. Pioli scuote la Lazio con un paio di sostituzioni azzeccate, e infatti è proprio il neo entrato Keita a procurarsi il rigore del nuova vantaggio biancoceleste.Biglia trasforma il penalty, salvo sbagliarne un altro pochi minuti dopo. In occasione dell’ultimo calcio di rigore viene espulso Diakite e il Cagliari, in 10, si spegne. La Lazio allora controlla e sul finale chiude il match con Parolo. I tifosi possono continuare a sognare.

Il pari tra Genoa e Udinese (1-1) non serve a nessuno. Il grifone dice definitivamente addio ai sogni europei, mentre i bianconeri non avevano già più nulla da chiedere al campionato. Il Genoa parte bene e trova il vantaggio in mischia con De Maio. L’Udinese è ordinata ma non riesce mai a rendersi pericolosa. Gli uomini di Gasperini troverebbero pure il raddoppio con Bergdich, se solo l’arbitro non annullasse la rete per un dubbio fallo di Borriello. E allora, con un po’ di fortuna, l’Udinese trova il goal con Thereau che regala il pari ai bianconeri. Il Genoa ci prova fino all’ultimo ma non riesce a piazzare la stoccata da 3 punti.

L’Atalanta di Reja non sa vincere, e dopo 3 pareggi consecutivi trova la sconfitta contro il Torino (1-2). Il primo tempo è un monologo granata e il goal diQuagliarella, con una punizione sotto la traversa che fulmina un non irreprensibile Sportiello, apre le danze. Il raddoppio arriva al 39’ con la zampata di Glik, al settimo goal stagionale. L’Atalanta non produce gioco e riesce ad accorciare le distanze solo con una gran giocata di Pinilla. Il cileno segna solo goal pazzeschi e con una splendida rovesciata beffa Padelli. Ci si aspetterebbe un assedio bergamasco, ma la partita, già tesa nel primo tempo, si trasforma in rissa e finisce con un espulso per parte. L’Atalanta ora rischia di ritrovarsi seriamente impantanata nella lotta per non retrocedere.

L’Inter è un mistero indecifrabile. È vero che la squadra non è stata allestita da zero da Mancini, ma i numerosi innesti di gennaio avrebbero dovuto fornire al tecnico le basi per costruire un futuro più luminoso. Invece l’Inter continua il suo andamento lento e, anche in casa con un Parma già retrocesso e segnato dalle assurde vicissitudini societarie, non riesce ad andare oltre il pari (1-1). E dire che la partita si era pure messa nei binari giusti, quando Mauri deviava in rete una conclusione velleitaria di Guarin. Il Vantaggio nerazzurro dura poco, e allo scadere del primo tempo il Parma agguanta il pareggio con un colpo di testa di Lila. Lo stadio sommerge l’Inter di fischi e Mancini prova a scuotere la squadra con i cambi. I nerazzurri comandano il gioco ma manca sempre l’ultimo passaggio. L’Inter, senza Icardi (squalificato), è davvero leggera in zona goal, e il Parma rischia addirittura di passare in vantaggio con il dimenticato ex Belfodil, che dal centro dell’area spreca malamente. Arriva qualche mezza occasione per i nerazzurri, troppo poco per impensierire Mirante. Finisce 1-1 e la contestazione del Meazza è sempre più feroce.

Il Cesena non è mai domo. Sotto di 3 goal a Verona riesce a rimontare e a guadagnare un punto che tiene vive le speranze salvezza. Per 70 minuti non c’è partita e il Verona domina in lungo e in largo trovando la doppietta di sempre piùincredibile Toni e lo splendido goal da fuori di Juanito Gomez. Partita chiusa? Nemmeno per sogno. Il Cesena, sotto di 3 goal, in 10 minuti trova le reti diCarbonero, Brienza e Succi, riuscendo in una rimonta incredibile. Con questo spirito la salvezza non è impossibile.

A Reggio Emilia si gioca una sfida che non ha molto da chiedere alla classifica.Sassuolo e Chievo sono già salvi, e per questo si affrontano a viso aperto. Le occasioni fioccano da entrambe le parti, ma la partita viene sbloccata solo con un rigore concesso per fallo su Berardi e trasformato dallo stesso attaccante calabrese. Il Chievo reagisce e sfiora il pari con Paloschi, servito dall’ottimo Birsa. La ripresa si apre con il Sassuolo alla ricerca del raddoppio, ma il Chievo, grazie anche agli innesti di Botta e Pellissier si rianima e contrattacca. Consigli rischia di capitolare prima su una conclusione di Botta e in seguito su un colpo di testa da posizione invitante di Cesar. I neroverdi, in 10 per l’espulsione di Peluso, si chiudono dietro e riescono a proteggere fino al novantesimo l’1-0.

Fiorentina – Sampdoria è una gara ricca di significati, tra una squadra chiamata a diventare finalmente grande, e la rivelazione del campionato. Il 2-0 finale premia gli uomni di Montella che agguanto il quarto posto a spese del Napoli. Il primo tempo è noioso e, complice un campo allagato, le due squadre non riescono a esprimersi. Ai punti meglio la Fiorentina, ma di occasioni vere non v’è traccia. La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo ma, al 15’ i viola vanno in vantaggio con un tiro a giro di Diamanti. La Samp non fa in tempo a riorganizzarsi perché i viola trovano l’immediato raddoppio con un’irresistibile fuga di Salah. L’egiziano continua a soprendere dopo un inizio sfavillante. La Samp non riesce a reagire ed è la Fiorentina a sfiorare più volte il 3-0, portando a casa una vittoria fondamentale per l’Europa.

Bella partita allo Stadium tra Juventus ed Empoli (2-0). Sarri sa che chi va in casa della Juve a difendere lo 0-0 prima o poi il goal lo prende, e allora imposta unapartita spregiudicata, fatta di ripartenza ficcanti e attenzione in difesa. Purtroppo la fortuna non lo premia e complice un Sepe ingenuo, regala alla Juve il vantaggio.Rugani, con un tocco maldestro, calcia verso il proprio portiere che blocca con le mani. Probabilmente il tocco è involontario e l’arbitro avrebbe fatto meglio a lasciar proseguire, ma in questi casi al limite sarebbe stato meglio spazzare. Tocca aTevez calciare la punizione a due in area e l’apache non si fa pregare lasciando partire un missile sotto la traversa. Il vantaggio juventino non cambia l’atteggiamento dell’Empoli, sempre propositivo. Nonostante il buon gioco espresso, i toscani continuano ad evidenziare l’unico limite di una squadra davvero ben costruita: l’attacco. Davanti l’Empoli è poca cosa, e con un attaccante di peso potrebbe puntare alle zone nobili della classifica. Nonostante ciò, non mancano le occasioni per pareggiare, ma Buffon si supera con alcuni interventi super. Allo scadere la Juve trova il raddoppio con Pereyra pronto a ribattere a rete una conclusione del solito Tevez. Il 2-0 finale punisce l’Empoli oltre i suoi demeriti, ma lascia intatte le consapevolezze dei toscani.

di Resapubblica.it

About Gennaro Rubino

Gennaro Rubino nasce a Lamezia Terme il 15.04.1976. Si laurea presso l’Università degli Studi di Catanzaro il 21/07/2004, con tesi di laurea in Diritto Sportivo. Dal 2008 esercita la professione di avvocato. Dal 2007, inoltre, è Agente Fifa. Ha collaborato con diversi portali sportivi (Basketnet.it, Tuttobasket.net) e dal 2003 scrive su Cittasport.it di cui è l’ideatore, cofondatore e responsabile web.

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